11 aprile 2017 |

Smantellamento degli uffici postali: il personale dice basta!

Due terzi dei dipendenti degli uffici postali hanno firmato una petizione contro lo smantellamento degli uffici postali. Essi chiedono la fine di questo vuoto strategico e uno stop ai tagli fino a quando le Camere non si saranno consultate riguardo ad un adeguamento della legislazione postale.

Alla fine di ottobre 2016 la Posta ha dato il via ad un nuovo smantellamento radicale degli uffici postali. È previsto che degli attuali 1300 uffici postali ne vengano chiusi 500-600 entro il 2020. In tutto il paese sono state raccolte migliaia di firme nei comuni colpiti. Ora sono anche gli stessi dipendenti a difendersi. Infatti ben 2817 impiegati degli uffici postali hanno firmato la petizione che chiede un’interruzione di marcia e che al posto dei continui tagli rivendica un dialogo sullo sviluppo di Rete postale e vendita.

Il segretario centrale syndicom Roland Lamprecht commenta: «La resistenza è enorme sia nella popolazione che nello stesso personale. Le alternative presentate dalla Posta sono inadatte ed è evidente che servono soltanto per mascherare lo smantellamento del servizio e il dumping salariale.»


Carlo Mächler, direttore di un ufficio postale nonché presidente del personale di Rete postale e vendita organizzato a syndicom, avanza delle richieste molto chiare: «La Posta usa sistematicamente dei trucchi contabili per peggiorare i risultati delle sue attività di punta. Ed è un vero affronto che la Posta cerchi di affidare il servizio pubblico a delle agenzie e dunque a delle fasce di lavoro mal retribuite. Tra l’altro così la Posta perde anche l’opportunità di trasformare gli uffici postali in delle piattaforme per tutte le prestazioni.»


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