30 giugno 2017 |

CCL settoriale dei contact e call center guadagna un forte partner sociale con CallNet.ch

L’associazione di settore CallNet.ch si affilia al contratto collettivo di lavoro (CCL) del settore dei contact e call center. Con l’adesione di CallNet.ch aumenta di nuovo notevolmente la copertura del CCL nel ramo dei contact e call center. I partner sociali del settore perseguono l’obiettivo comune di regolare le condizioni di lavoro nei contact e call center di tutto il territorio e di far conferire dunque l’obbligatorietà generale al CCL dal Consiglio federale.
d.s.a.d.: Dieter Fischer, Giorgio Pardini, Peter Weigelt , ©mad

Negli ultimi anni il settore dei contact e call center è diventato una parte integrante sempre più importante dell’economia svizzera. Le aziende di questo ramo si assumono, su incarico di altre ditte, l’assistenza clienti in caso di domande su problemi tecnici riguardo a prodotti e servizi, effettuano vendite e relativi pagamenti o espletano compiti di ricerca di mercato. Di conseguenza essi spesso sono il primo punto di riferimento per la clientela delle ditte committenti.

Condizioni di mercato mutate – il CCL come garante per standard minimi
Sono cresciute in maniera massiccia le aspettative nei confronti delle aziende e dei dipendenti dei contact e call center. Diventano sempre più importanti gli alti standard qualitativi e di professionalità nonché una continua trasformazione verso le esigenze dei clienti.

CallNet.ch già dieci anni fa aveva abbozzato il primo CCL, e gli associati per lungo tempo sono rimasti liberi di firmare un contratto individuale con syndicom, il sindacato dei media e della comunicazione. Ma nel frattempo le condizioni di mercato sono cambiate fortemente. Per Dieter Fischer, presidente dell’associazione CallNet.ch, è chiaro: „Abbiamo sfruttato l’occasione per creare una base con contactswiss e syndicom che intende garantire l’incentivazione e il rafforzamento della piazza lavorativa Svizzera.“

Giorgio Pardini, responsabile per il settore ICT al sindacato syndicom, è certo che soltanto un CCL fornisce ai lavoratori la sicurezza necessaria – soprattutto quando al CCL verrà conferita l’obbligatorietà generale dal Consiglio federale. „Questo è uno dei nostri obiettivi comuni dichiarati“, commenta Pardini, „Adesso esiste un quadro legale vincolante per salari, orario di lavoro, ferie e soprattutto viene apprezzato il lavoro degli operatori e delle operatrici di call center.“ Questo conduce ad un riconoscimento nei confronti dell’intero settore e ad una rivalutazione del profilo professionale, aggiunge Pardini.

Vantaggi per lavoratori e datori di lavoro
Standard minimi unitari nelle condizioni di lavoro non solo proteggono i lavoratori dal dumping salariale e sociale. Questi standard minimi forniscono un contributo altrettanto importante per le aziende in merito alla garanzia di qualità, promovendo una concorrenza leale, a condizioni paritarie, che si combatte sui servizi e non sui costi del personale.

Il presidente dell’associazione padronale contactswiss, Peter Weigelt, è sicuro che il CCL avrà effetti positivi sia per i dipendenti che per i datori di lavoro. Il contratto definisce infatti degli standard. Questa chiarezza è utile sia per i lavoratori che per i datori di lavoro. Essa apporta sicurezza. „Per noi datori di lavoro è molto importante, che viviamo un partenariato sociale dichiarato e che siano definiti degli standard settoriali chiari che non dovranno valere solo per noi ma per l’intero settore“, sottolinea Weigelt.


Firmato primo CCL per l’intero settore dei call center
L’adesione al CCL di CallNet.ch come ulteriore partner sociale – accanto al sindacato syndicom e all’associazione professionale contactswiss – è un importante passo verso una regolazione a tappeto delle condizioni di lavoro minime nel settore dei contact e call center.

„L’adesione di CallNet.ch significa che possiamo comparire in maniera unitaria in tutta la Svizzera“, ribadisce Dieter Fischer. „Inoltre il CCL è un mezzo per affrontare meglio degli operatori di mercato resistenti attraverso la dichiarazione di obbligatorietà generale. Questo è centrale se si considera il continuo aumento di pressione sul settore e specialmente se si volge lo sguardo alle regioni confinanti con l’estero“, sottolinea il presidente di CallNet.ch.

Anche Giorgio Pardini è soddisfatto del CCL negoziato: „È un importante traguardo per garantire le condizioni di lavoro nell’intero settore.“

Alla domanda sul perché solo ora si è trovato l’accordo con gli altri partner associativi, Peter Weigelt spiega: „Il ramo è nuovo, largamente strutturato e in continua crescita. Dunque è dovuto nascere un certo disagio prima di farci reagire“. Egli vede la contrattazione del CCL nel settore svizzero dei contact center come un importante passo in avanti, in quanto questo ramo eroga servizi molto preziosi per la piazza Svizzera.

Prossimo passo: dichiarazione di obbligatorietà generale del Consiglio federale
Con quest’adesione è stata raggiunta la necessaria copertura settoriale per richiedere l’obbligatorietà generale. I partner sociali syndicom, contactswiss e CallNet.ch ora prepareranno insieme la domanda per far conferire al CCL l’obbligatorietà generale dal Consiglio federale.
La firma della dichiarazione di adesione è avvenuta nell’autunno 2016. Dal 1° luglio 2017 il contratto collettivo di lavoro vale anche per le rispettive aziende associate a CallNet.ch.


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